Coronavirus, inaccettabile lucrare su salute e paura

Lucrare sulla salute dei cittadini, sfruttare la paura del contagio da Coronavirus per massimizzare i profitti, è inaccettabile. Purtroppo, però, l’emergenza Coronavirus sta portando alla luce gli angoli più bui della debolezza umana. In tutta la Penisola, Calabria compresa, si stanno moltiplicando le segnalazioni di un aumento esponenziale dei costi per l’acquisto dei Dispositivi di protezione individuale. Una mascherina viene rivenduta, quando si è fortunati, con un ricarico percentuale mille volte superiore al prezzo di costo. 

In queste ore, segnate dalle difficoltà oggettive della gente di reperire per se e i propri cari questi dispositivi di protezione, ci vengono segnalati anche casi estremi di speculazione perpetrati da esercenti, anche del settore farmaceutico, che hanno scelto di abusare della situazione di emergenza e della limitata reperibilità delle mascherine.

Lo stesso rischio si trova a correrlo anche chi sceglie i canali del web per approvvigionarsi di questo materiale indispensabile oggi e per contrastare il virus e nel futuro prossimo per affrontare senza patemi d’animo la cosiddetta “Fase 2”: quella delle convivenza con il Covid-19.

In questa fase, poi, ci pare corretta l’idea del Governo di operare normativamente per azzerare il costo dell’Iva su prodotti che, nei prossimi mesi, accompagneranno la nostra vita e la proteggeranno da un’epidemia senza precedenti.

Cosa fare quindi? Da una parte bisogna sostenere un’azione di controllo ad ampio raggio, così da dissuadere chiunque volesse approfittare della situazione di emergenza contingente e, allo stesso tempo, attivare un’azione dirette a calmierare i prezzi.

Dall’altra parte, invece, è necessario che le istituzioni locali, partendo da quelle regionali, prevedano di dotare i cittadini calabresi, soprattutto quelli appartenenti alle fasce più deboli della nostra popolazione, di questi dispositivi di protezione senza nessun esborso economico.

In questa direzione, vorremmo ricordando, va la petizione lanciata sul web dalla Uil Calabria, (che può essere sottoscritta a questo link https://www.change.org/MascherineGratisPerCalabresi), finalizzata a sensibilizzare in questa direzione l’amministrazione regionale. 

Questa pratica di equità sociale è già applicata da diverse regioni italiane, con la Toscana che spicca per organizzazione e prontezza di intervento.

La distribuzione di mascherine gratis ai calabresi produrrebbe un doppio effetto benefico: in primis consentirebbe ai nostri concittadini di difendersi dal virus senza sborsare una cospicua cifra mensile e, secondariamente, ridurre la speculazione dilagante sulla vendita di questi presidi sanitari sempre più indispensabili.

Marilina Pizzonia

Presidente Adoc 

Regione Calabria

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